BIKEPACKING SLOVENIA: West Loop ad Agosto

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BIKEPACKING SLOVENIA: West Loop ad Agosto

Per la nostra fuga di Ferragosto cercavamo una meta vicina – e poco frequentata – Natura, corsi d’acqua e birra al giusto prezzo. Tra le tante alternative possibili abbiamo optato per la Slovenia e, date le temperature torride a casa, la scelta è stata azzeccatissima.

Il percorso del nostro bikepacking in Slovenia è stato di 450km e 100000m+ ed è risultato perfetto per una settimana di viaggio.

Abbiamo seguito l’ormai celebre Slovenia West Loop tracciato e ottimizzato nel corso degli anni da Joe Cruz a cui vanno i nostri ringraziamenti, ma a cui saranno sicuramente fischiate le orecchie. Come sapete per stare su bikepacking.com bisogna per forza di cose inserire qualche segmento ignorante nella traccia, quindi aspettatevi qualche tratto su sentiero nel bosco e con bici a spalle. Per il resto l’itinerario è ben equilibrato tra varietà di paesaggi, terreni misti e dislivello, ma comunque abbiamo tutti avuto la percezione che qualche single track da MTB potesse essere evitato previlegiando invece una discesa su asfalto.

Avete presente la sensazione di scendere da un sentiero con una gravel? Dischi bollenti e fischianti e braccia a pezzi garantite!

E poi, mentre si riprende fiato in fondo al fuoristrada, scorgere una piacevole stradina asfaltata che vi passa di fianco? Ecco!

Equipaggiamento e viaggiatori

Siamo partiti in tre con tre bici diverse: Albi, Dani e Filo rispettivamente con Salsa Cutthroat gommata 700×47, Locomotive Blue Train gommata 700×45 e Salsa Fargo con un 29″x2.25.

Tutti e tre con tenda materassino e sacco a pelo al seguito. Albi e Dani con assetto da bikepacking puro mentre Filo all’ultimo ha optato per portapacchi con borse laterali piccole.

3, 2, 1… si parte!

Visto che è il punto più vicino per tanti che vengono dalla pianura e visto la nostra passione per i grappoli siamo partiti alla volta di Oslavia, patria degli orange wine e dei vini naturali. Qui abbiamo parcheggiato l’auto e, dopo un bel bicchiere di vino, iniziato il nostro viaggio in bici.

Oslavia – Vrhpolije  | 48km 850m+

Dopo l’avvicinamento in auto, partiamo nel primo pomeriggio dalla cittadina. Subito ci rendiamo conto che questo percorso di bikepacking in Slovenia non sarà banale. Tratti su sterrate toste e in mezzo ai vigneti si alternano a piacevoli strade secondarie. Poche abitazioni e tanta natura, proprio quello che cercavamo. Chiediamo dell’acqua a un ragazzo che ci invita ad entrare nel cortile di casa: parla italiano e lavora per la Pipistrel a Ajdovscina, famosa per la produzione di velivoli leggeri e tecnologicamente avanzati.

Dopo un po’ di spesa nel paese continuiamo fino a Vrhpolije dove troviamo posto nel campeggio creato da una gentile Signora a fianco del proprio vigneto. Solitamente offre un bicchiere di vino agli ospiti, ma visto che siamo in tre ci regala una bottiglia. Entriamo per piazzare la nostra tenda quando ci viene incontro un altro viaggiatore. Noto subito la Salsa Fargo in titanio e dopo qualche sguardo e due chiacchiere mi ricordo di lui: è Gianluca, un amico del Sabba, al quale avevo venduto qualche mese prima una coppia di ruote Damil. Incredibile, il mondo è davvero piccolo! Cena e birretta in compagnia sono d’obbligo.

Vrhpolije – Iska vas | 105km 1800m+

Partiamo la mattina di buonora. Filo ha provato il Bivi anziché montare la tenda, lo osservo con sguardo perplesso. A noi si unisce anche Gianluca che è in Slovenia già da qualche giorno e ci racconta l’incontro ravvicinato con l’orso. La tappa è molto bella nonostante ci aspetti tanto dislivello con piacevoli salite sterrate che si sviluppano nel bosco. Facciamo una pausa al castello di Predjama, uno dei simboli della Slovenia, prima di arrivare a Postumia dove pranziamo. Giretto veloce e ripartiamo: bisogna capire se puntare Ljubljana oppure fermarsi prima. Ancora una volta ci ritroviamo a pedalare nei boschi, tra sterrate e single track e le fatiche si fanno sentire. Arriviamo a destinazione verso sera e, deviando dalla traccia, riusciamo a mangiare qualcosa a Ig. percorriamo ancora qualche chilometro in notturna e montiamo la tenda nell’area esterna di un ristorante a Iska. Fortunatamente ci sono un paio di prese per la corrente e il fiume che scorre vicino.

Iska vas – Bled | 94km 1800m+

La sveglia suona ancora presto e un bagno di prima mattina aiuta a riattivare le gambe prima di rimettersi in sella in direzione Lubiana. Il tracciato scorre veloce sugli sterrati rurali delle campagne slovene. Finalmente un po’ di pianura.

Arriviamo nella capitale piuttosto presto e ne approfittiamo per una colazione coi fiocchi. Lubiana è già sveglia e vivace, ci godiamo una passeggiata nelle vie del centro prima di riprendere la traccia. Gianluca decide di riposarsi per una giornata dopo le fatiche accumulate nei giorni scorsi. Ci salutiamo con la speranza di incontrarsi nuovamente lungo il percorso. L’uscita dalla città è spettacolare, caratterizzato da stradine sterrate nel sottobosco, un percorso gravel nel cuore della capitale. Riprendiamo quindi a salire e le salite sono lunghe e con pendenze importanti. Giunti in vetta ad un altopiano soleggiato scorgiamo la Chiesa di Jakob, un’icona della Slovenia.

Mentre discutiamo apprezzando il modo di costruire degli Sloveni, con abitazioni semplici ma ben inserite e rispettose dell’ambiente che le circonda, arriviamo nella graziosa Skofja Loka dove ci concediamo un bel pranzetto. Ci aspetta ancora parecchio dislivello mentre il percorso prosegue nel bosco su un single track da mountain bike: è il momento più difficile fino ad ora. Avanziamo lentamente, Bled è ancora lontana e, per la prima volta, ci dividiamo. Proseguo sulla traccia originale mentre Dani e Filo studiano un’alternativa più scorrevole. Continuo nel bosco spingendo in salita su un percorso molto duro, ma nonostante tutto mi sento in forma. Finalmente riesco ad arrivare in cima dopo un’ascesa tostissima. In discesa evito il single trail indicato sulla mappa preferendo l’asfalto. Mancano 20 chilometri a Bled ed è ormai quasi notte.

Messaggino per aggiornarsi sulla situazione e capisco di essere indietro, non è una novità! Nonostante le fatiche le gambe girano e, dopo qualche chilometro, raggiungo i ragazzi. Filo non sta bene e lo sproniamo a tenere duro fino a Bled, facciamo gruppo. Dani si stacca per arrivare all’ostello ed effettuare il check-in in tempo, ma in pochi chilometri lo ritroviamo a causa della chiusura provvisoria del ponte ciclabile che ci costringe a deviare. Filo ci guarda con sguardo rassegnato: mancano ancora 3km e un po’ di salita. Arriviamo in notturna a Bled e finalmente ci sistemiamo. Purtroppo quasi tutti i ristoranti sono chiusi per cui ci accontentiamo di un paio di toast. Oggi è stata davvero durissima.

Bled – Kranjiska Gora | 44km 650m+

Tappa di scarico dopo il tanto dislivello accumulato nei giorni precedenti. Decidiamo di goderci mezza giornata a Bled, ovviamente con bagno al lago. Nonostante sia una delle mete turistiche più conosciute della Slovenia non abbiamo mai la sensazione di particolare affollamento. Partiamo nel pomeriggio direzione Kranjiska Gora: le gambe sono pesanti, ma il percorso è spettacolare e percorre una lunga vallata tutta su sterrato. Il nostro tracciato è ottimale, ma il segno delle inondazioni dei giorni precedenti è evidente. Incontriamo un piccolo lago immerso nella natura dove fare una pausa, ma visto che siamo un po’ tirati coi tempi non ci tuffiamo. Arriviamo in serata nell’accogliente campeggio, in un’ atmosfera surreale, e ceniamo da Pri Martinu su consiglio di Michele, è la trattoria dove storicamente si trovavano con Nives e Romano.

Kranjiska Gora – Bovec | 69km 1950m+

Colazione in pasticceria e via. L’inizio del percorso è da sogno: una sterrata lungo fiume all’ombra scandisce i primi chilometri. Le gambe sono pesanti e i dolori iniziano a farsi sentire per cui decidiamo ben presto di tuffarci nell’acqua gelida per riattivare un po’ la circolazione. Arriviamo al lago Jezero Jasna, luogo incantevole ma scappiamo subito per via dell’afflusso notevole di gente. Dopotutto è Ferragosto.

Il percorso prosegue avvolto nel verde e circondato dalle Alpi Giulie saliamo il Vrsic pass dove facciamo una meritata sosta al rifugio. La fatica è tanta, ma viene ripagata da scenari stupendi. Ci guardiamo meravigliati per non avere mai dato troppa importanza a questa terra. Il Triglav National Park è una meraviglia così tanto vicina a casa che rischia di essere sottovalutata.

Dopo tanta salita giungiamo a Bovec dove prendiamo una camera per tirarci a nuovo.

Bovec – Drenchia  | 50km 1900m+

La nostra penultima tappa prende il via dopo un’abbondante colazione a Bovec. La stanchezza è tanta e ci guardiamo sperando che qualcuno proponga di andare a fare rafting invece che salire in sella. La tappa è breve, ma il dislivello è notevole. Il fiume ci accompagna per i primi chilometri, incontriamo anche delle cascate spettacolari, la voglia di tuffarsi è tanta, ma il fiume è grosso e pericoloso. Iniziamo l’ascesa temprati dai giorni precedenti: Dani è in formissima e ci stacca dopo pochi tornanti, avanzo con Filo e ci tiriamo su il morale ascoltando musica. Facciamo fatica anche perché il fondo è difficile e irregolare.

Finalmente arriviamo in cima al monte Stol e ci tiriamo su il morale a vicenda: dopotutto ci aspetta una spettacolare discesa su sterrato. La Blue Train di Dani è messa a dura prova, la Fargo di Filo è nel suo ambiente ideale e la mia Cutthroat tiene bene nonostante i copertoni molto scorrevoli da 47mm.

Arriviamo a Kobarid, conosciuta anche come Caporetto e le tracce della Guerra sono ancora ovunque. Dopo una meritata pausa ripartiamo per l’ennesima salita che ci porterà a lambire il confine italiano. L’ascesa è lunga, ma interamente su asfalto. Arriviamo in notturna al Bivacco Zanuso dove gonfiamo i materassini e crolliamo subito dopo cena.

 

Drenchia – Oslavia  | 44km 500m+

Dopo la sveglia nel bivacco, deviamo per il Rifugio Solarie dove ci rifocilliamo con la colazione. L’obbiettivo di oggi è semplificarsi la vita, per cui cercheremo di ammorbidire la traccia anche se, appena partiti, ci infiliamo su un sentiero e ci tocca fare un bel tratto a spinta. Evitabile. Proseguiamo su stradine secondarie nel bosco, le pendenze sono dolci e un po’ di nostalgia inizia ad affiorare. Negli ultimi chilometri si ripercorre il viaggio con la mente, i sorrisi sono sinceri e spontanei. L’ultimo tratto che lambisce il confine scorre veloce, passando per i vigneti del Collio Friulano e arrivando finalmente a Oslavia. La soddisfazione è tanta.

Fine del viaggio

La Slovenia in bikepacking è perfetta per chi vuole vivere un’avventura in ambienti montuosi e collinari. Tanta natura e corsi d’acqua, ma anche abbondante salita ripagata da paesaggi incantevoli e da gente ospitale. Il gruppo è stato un valore aggiunto al viaggio: personalmente mi piace alternare esperienze in solitaria a viaggi in compagnia. Condividere  l’avventura in tre partecipanti più o meno con lo stesso livello di allenamento e con la stessa soglia di adattamento ha facilitato le cose. Avevamo tre bici diverse tra loro: la Blue Train era molto veloce nei tratti veloci ma anche in salita, la Fargo nelle discese lunghe e nei tratti tecnici era a suo agio, per la mia Cutthroat, col senno di poi, avrei scelto copertoni da 2.1″. Il percorso presenta il 70% di sterrato di cui una parte su sentieri, per cui è necessaria una buona tecnica di guida. Consiglio l’itinerario anche a chi ha poca esperienza, ma raccomando prudenza e magari di alleggerire la traccia tramite strumenti di pianificazione.

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