DA TRIESTE A NIZZA
La traversata longitudinale delle Alpi

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DA TRIESTE A NIZZA
La traversata longitudinale delle Alpi

24/07/21
Giorno di spostamento in treno
Inizia una nuova avventura in sella. Oggi giornata dedicata al trasferimento da casa a Trieste in treno.
Pedaliamo fino alla stazione di Rovato, acquistiamo i biglietti del treno sia per noi che per le bici, e… primo treno in ritardo! Iniziamo bene! Attendiamo 20 minuti e finalmente saliamo, ma l’epopea è appena iniziata: a Vicenza il treno si ferma per un incidente, per cui ci tocca pedalare fino a Padova dove riusciamo a prendere in tempo la coincidenza che ci porta a Venezia Mestre per poter salire sull’ultimo treno che ci porta a Trieste. Avendo prenotato un hotel vicino alla stazione, depositiamo bagagli e bici e usciamo per un giro della città e per gustarci un’ottima cena all’Osteria Salvagente (iniziamo a fare scorta di energia per il viaggio).

25/07/21
Trieste-Gorizia-Caporetto-Bovec: 124 km – 1.144 mt di dislivello
Partiamo da Piazza dell’Unità di Trieste e costeggiamo per qualche chilometro il mare. Tanto caldo, ma non ci abbattiamo e proseguiamo per una strada completamente circondata dal verde fino a Gorizia e qui salutiamo l’Italia ed entriamo in Slovenia. Attorno a noi solo verde, tanto verde e bellissimi paesaggi. Ci fermiamo a Kanal per recuperare energie con un piatto di pasta e poi saliamo nuovamente in sella. Attraversiamo Caporetto e il Ponte di Napoleone e seguiamo una strada secondaria che costeggia l’Isonzo e, a fatica, arriviamo a Bovec, dove decidiamo di campeggiare in tenda e ci cuciniamo qualcosina con i nostri fornelli.


26/07/2021
Bovec-Passo Pedril-Passo Selle Nevea-Passo Pramollo: 76,90 km - 2.088 mt di dislivello
La sveglia suona alle 5. Smontiamo la tenda, impacchettiamo tutto il materiale, prepariamo le bici e iniziamo la giornata attraversando il Parco Triglavski: immense distese di verde, traffico inesistente, solo io e lui ad affrontare la prima salita della giornata con pendenze del 13,5% e con bici cariche! Senza scoraggiarci, pedalando con tutte le nostre forze, arriviamo al Passo Pedril sul confine Slovenia-Italia. Scendiamo nella foresta del Tarvisio e di nuovo si sale, questa volta verso Passo Sella Nevea. Una lunga interminabile discesa ci porta a Chiusaforte dove imbocchiamo la vecchia ferrovia trasformata in ciclabile e ci fermiamo a Pontebba per un toast veloce. Qui inizia l’ultima salita della giornata: 14 km con pendenza fino al 12% . Il cielo si fa grigio, un grigio “cattivo”, e infatti ecco le prime gocce di acqua che piano piano si fanno sempre più forti fino a trasformarsi in grandine, ma per fortuna il gestore della Malga lungo il percorso ci ospita. Il temporale non cessa e siamo indecisi sul da farsi... Il figlio del gestore si offre di portarci al Passo in macchina caricando le bici, ma rifiutiamo perché vogliamo arrivarci con le nostre gambe; cala l’intensità della pioggia, decidiamo di partire, e bagnati da capo a piedi riusciamo, con il tifo dei passanti, a raggiungere Passo Tramollo, al confine con l’Austria. Il tempo non migliora e non riusciamo a procedere, ci fermiamo all’albergo posto in cima al Passo: doccia calda, cena e poi riposo.

27/07/21
Passo Pramollo-Passo de Gilbergsatel-Lienz-Brunico: 156 km – 1.241 mt di dislivello
Stamattina la partenza è in discesa, da non crederci! Entriamo in Austria e la nebbia ci fa da compagnia insieme al freddo. A fondo valle imbocchiamo la ciclabile fino a Mauthes, deserta. Siamo solo noi e il rumore delle nostre bici, nessun altro. Tranquillità e pace la fanno da padrone, momenti magici che vengono “spenti” dalla salita del Passo Gilbergsatel, passaggio necessario per raggiungere Lienz. Diamo un’occhiata al centro di Lienz, affollatissimo, caotico e seguiamo le indicazioni per la ciclabile che ci conduce in Italia. Un continuo saliscendi (più sali che scendi) ci conduce al confine italiano e ad accoglierci non può mancare la pioggia, così cerchiamo riparo in una cascina abbandonata in modo da poter indossare gli indumenti anti-pioggia e ripartiamo ben coperti verso Brunico. Ovviamente anche stasera è un arrivo bagnato, ma… ciclista bagnato ciclista fortunato. Riusciamo a trovare in pieno centro una piccola camera che ci permette di asciugare i vestiti e di fare una doccia calda. Recuperiamo le forze con una gustosa cena a base di canederli, tagliatelle ai funghi e grigliata tirolese. Con lo stomaco pieno, depositiamo le nostre stanche ossa sul comodo materasso.


28/07/21
Brunico-Vipiteno-Passo Giovo: 83,31 km – 1.746 mt di dislivello
Anche stamattina la sveglia suona presto, alle 5 tutti in sella! Prima di partire dobbiamo fermarci alla lavanderia aperta 24h per il lavaggio vestiti, e nell’attesa, dopo aver divorato due brioches appena sfornate, puliamo le nostre biciclette, controlliamo le gomme e finalmente, quando tutto è pronto, iniziamo a pedalare. Seguiamo la ciclabile che da Brunico ci porta a Vipiteno: verde, verde a ancora verde. Lungo il tragitto incontriamo tanta altra gente sempre sulle due ruote e la strada si fa “trafficata”. Dopo un pranzetto a Vipiteno inizia la parte più dura della giornata: la salita al Passo Giovo. Subito penso bene di tastare il terreno e cado a terra come un sacco di patate, ma con un bel sorriso mi rialzo e proseguo nella dura pedalata. La pendenza non molla un attimo, non lascio respiro e - ovviamente - si aggiungono anche pioggia e vento che non cedono un secondo. Nonostante le condizione avverse, non ci lasciamo andare e bagnati come non mai, con il tifo della gente in macchina, raggiungiamo il Passo, velocissimo scattiamo una foto ricordo e iniziamo la discesa, ma purtroppo è impossibile proseguire poiché la pioggia è incessante e non lascia tregua, oltre a freddo e nebbia che tolgono la vista, per cui siamo costretti a uno stop forzato e chiediamo ospitalità al rifugio che si trova a quota 2.020 mt: fortunatamente ci sono due letti disponibili. Anche stasera arrivo bagnato… ci concediamo una bollente doccia e una super cena che ricarica le nostre pile

29/07/21
Passo Giovo-San Leonardo in Passiria 34 km
La montagna ci dà il buongiorno con un panorama da togliere il fiato. Il gestore del rifugio ci sveglia con una colazione da campione e la nostra giornata inizia con una bella e tranquilla discesa, ma l’imprevisto è dietro l’angolo: una delle bici inizia a emettere rumori strani e in pochi minuti i freni non reggono più e siamo costretti ad affrontare la lunga discesa a piedi. Su internet scopriamo che nel paese a fondo valle esiste un negozio di bici e lo raggiungiamo. Il proprietario ha molto lavoro, per cui non riesce a ripararci la bici fino al tardo pomeriggio. Pit stop forzato per cui non possiamo fare altrimenti: ne approfittiamo per riposarci e passeggiare in paese, cercare un campeggio dove poter piantare la tenda e cucinarci qualcosa. Troviamo un posticino carino ai piedi dell’inizio della salita che dovremo affrontare domani. Un piatto di pasta preparata con il super fornellino e poi chiudiamo gli occhi sotto il cielo stellato.

30/07/21
San Lorenzo in Passiria-Passo Rombo-Solden-Landeck: 121,45 km – 2.244 mt di dislivello
Alle ore 05:15 suona la sveglia, si piega la tenda, si sgonfiano i materassini, si chiudono i sacchi a pelo e iniziamo la lunga salita di 30 km che ci porta al Passo Rombo. 1.800 mt di dislivello, dolcemente (si far per dire) affrontiamo i primi 20 chilometri, ma gli ultimi 10 sono infernali, con tornanti e pendenze da dimenticare, un sacco di motociclisti, gente che ci incita e, una volta arrivati al Passo, applausi e complimenti per noi che abbiamo raggiunto Passo Rombo a quota 2.509 mt con le bici cariche come muli. Questo passo segna il confine tra Italia e Austria, lo scavalliamo e con una rilassante discesa di 15 km arriviamo a Solden per un piatto di pasta. Piccola pausa e si riparte con un lungo saliscendi, attraversando paesini tipici austriaci con i loro campanili a punta e arrivando a Landeck, giusto in tempo per sistemarci in un appartamento e schivare il forte temporale (almeno stasera l’arrivo è asciutto). Cuciniamo un piatto di pasta approfittando della cucina a nostra disposizione, riguardiamo il programma per i prossimi giorni e ci corichiamo.


31/07/21
Landek-Martina-Passo Resia-Merano: 144,15 km – 1.094 mt di dislivello
Una volta rivestite le bici, pedialiamo sulla ciclabile che, attraverso paesini fantastici con botteghe gestite da persone anziane, ci conduce fino a Proust, dove veniamo attirati dal profumo di brioches appena preparate e non riusciamo a non farci tentare. Con la pancia piena proseguiamo sempre lungo la ciclabile in direzione di Martina in Svizzera, solo per qualche chilometro, e poi siamo nuovamente in Austria per affrontare la semplice salita al Passo Resia: il panorama che appare di fronte a noi è semplicemente unico, il lago nella sua bellezza e il campanile che esce dall’acqua sono qualcosa di magico.

Pedaliamo per 70 km circa da Resia fino a Merano seguendo sempre la ciclabile, un percorso immerso nel verde, ognuno navigando nei propri pensieri e circondato solo dai suoni della natura… veniamo catapultati nella realtà dal diluvio che si abbatte sopra le nostre teste, a 3 km da Merano. Così indossiamo i nostri inseparabili antipioggia e raggiungiamo l’ostello, bagnatissimi. La tanto amata doccia calda ci rimette in piedi per raggiungere il centro città per una cena a base di stinco, gnocchetti e birra.

01/08/21
Merano
Oggi decidiamo di riposarci a Merano e, una volta lavati e asciugati i vestiti, prendiamo l’autobus fino alla birreria Forst e ci dedichiamo a un’altra della nostre passioni: mangiare e bere (se non si fosse capito dai giorni precedenti raccontati nel diario). Polletto, arrosto, patatine fritte, birra la fanno da padrone. Superata la digestione torniamo in centro nella speranza di poter rilassarci alle terme, invece accettano solo gli abbonati. Non ci resta che camminare, sempre sotto la pioggia, per le vie della città alla scoperta di splendidi angoli nascosti, murales artistici e altre delizie culinarie.

02/08/2021
Merano-Spondigna-Trafoi-Passo Stelvio.Bormio-Passo Foscagno: 75,94 km – 2.777 mt di dislivello
Prendiamo il primo treno che da Merano ci porta a Spondigna e dal finestrino c’è da perdersi da tanta bellezza: spettacolare, con le montagne, i colori dell’alba… insomma è assolutamente da vedere con i propri occhi. Da Prato Stelvio iniziamo la “dolce” salita fino a Trafoi e da qui proseguiamo per 48 lunghissimi tornanti verso il Passo Stelvio. Disturbati da macchine, moto, bici e bus, incitati dai passanti increduli del peso che ci portiamo, riusciamo ad arrivare in cima dopo 27 km e 1.850 mt di dislivello. Ad accoglierci lei, la neve! Non ci facciamo mancare nulla, insomma. Infreddoliti, ci ripariamo all’interno del ristorante Perego, approfittiamo della disponibilità dei gestori per cambiarci e per coprirci con le coperte disponibili per i clienti e recuperiamo le forze con un abbondante piatto di pasta. Scendiamo verso Bormio, ma visto che siamo indecisi sul da farsi, è la pioggia a decidere per noi: direzione Passo Foscagno, un’altra salita (molto più dolce dello Stelvio) bagnata e un altro arrivo bagnato, ma non ci abbattiamo. Una cioccolata calda al Passo ci riscalda e prendiamo la decisione di campeggiare al Passo, godendoci il silenzio della montagna e cullati dalla pioggerella che batte sulla nostra tenda, dove lasciamo spazio alle nostre emozioni e riviviamo la sana fatica che ci ha regalato questa giornata.


03/07/21
Passo Foscagno-Livigno-Forcola di Livigno-Passo Bernina-St Moritz-Julierpass-Savognin: 103,70 km - 1.517 mt di dislivello
Svegliati dalla pioggia, raccogliamo la nostra attrezzatura, cerchiamo di cambiarci nonostante la temperatura sfiori i 4° e iniziamo la discesa trasportati da pioggia e vento. Sostiamo in un bar nell’attesa che il tempo cambi, ma non è così, per cui proseguiamo per una via sterrata, infangata, stretta (in alcuni tratti siamo costretti a scendere dalla bici e spingere), ma paesaggisticamente indescrivibile, che ci porta fino al lago di Livigno. Tanto per non farsi mancare nulla la pioggia ci fa compagnia ma noi non la temiamo e non ci scoraggia. Bardati, pedaliamo in direzione Forcola di Livigno: una semplice salita di 6 chilometri con pendenze massime del 5%, una piccola sosta al rifugio ci permette di asciugarci un po' e di decidere il da farsi. Decidiamo di salire al Passo Bernina, dove alla pioggia si aggiunge la nebbia. Infreddoliti entriamo in territorio svizzero e raggiungiamo St.Moritz, dove siamo solo di passaggio, costeggiamo l’omonimo lago e nuovamente saliamo al Julierpass, attraversando la valle Engadina. Il sole ci scalda per poco le ossa, infatti in vetta vento e pioggia tornano a farci compagnia e per l’ennesima volta registriamo un arrivo bagnato. Riusciamo a trovare una camera a Savognin.

04/08/21
Savognin-Rhazunz-Passo Oberalp-Andermatt: 118,77 km - 1.992 mt di dislivello
Dopo una ricchissima colazione, recuperiamo le bici e iniziamo la discesa che tra paesini dove sembra che il tempo si sia fermato, tra ponti tibetani, canyon mozzafiato, arriviamo bagnati a Ilianz, perché anche oggi la pioggia ha deciso di viaggiare con noi, probabilmente le siamo particolarmente simpatici. Proseguiamo lungo ciclabili immerse nel verde, e dopo varie soste ai benzinai per il continuo togliere e mettere gli indumenti anti-pioggia, raggiungiamo Sendrum dove, inzuppati, decidiamo comunque di affrontare la lunga salita per il Passo Oberlap. La nebbia non ci permette di godere del panorama, intravediamo delle mucche incuriosite da noi e una volta giunti al Passo, il tempo per una foto ricordo e si scende per la freddissima strada fino ad Andermatt. Gelati dal freddo, senza sentire nemmeno più le mani, e senza avere una parte del corpo asciutta, troviamo sistemazione in un hotel in centro con cena, in modo da permetterci di recuperare energia e scaldarci.

05/08/21
Andermatt-FurkaPass-Vips.Sion: 139,09 km – 1.267 mt di dislivello
Suona la sveglia, apriamo piano piano le tende e… piove anche oggi. Sapete cosa facciamo? Ci abbuffiamo al buffet della colazione, per consolarci. Poi, con la pancia piena, partiamo per affrontare subito la salita di 23 km con 1.000 mt di dislivello, ma tutto a un tratto una luce sconosciuta da giorni, timidamente si appoggia sui nostri visi ed è da non crederci… un raggio di sole. Lo scenario di fronte ai nostri occhi è spettacolare: avete presente le immagini che si vedono stampate sugli imballaggi delle tavolette di cioccolate svizzere? Oppure la casa di Heidi? Ecco: tutto è lì, davanti ai nostri occhi, fantastico. Raggiungiamo il Furkapass e ci prepariamo alla lunga discesa che ci conduce a Goms per poi proseguire con sali e scendi verso Vips dove alle quattro del pomeriggio ingeriamo coscette di pollo recuperate al take away della Migross e poi ripartiamo per l’interminabile pianura, attraverso vigneti, superando innumerevoli bancarelle venditrici di albicocche e vento… contrario, ovviamente. A Sion troviamo sistemazione all’ostello della città. Cuciniamo il nostro amato piatto di pasta con il nostro fornello, brindiamo con un paio di birre alla fantastica giornata trascorsa e poi ci concediamo un’altra notte di meritatissimo riposo.

06/08/21
Sion-Sembrancher-Passo Gran San Bernardo-Aosta.Morgex: 137,72 km - 2.381 mt di dislivello
La sveglia suona presto e sorpresa: sole! Iniziamo a pedalare lungo la ciclabile per 40 km circa tra piantagioni di albicocche, prugne, pere, mele, fragole… tantissime! Arrivati a Sembrancher, inizia la dura salita verso Passo Gran San Bernardo: 31 chilometri e 2.000 mt di dislivello da non lasciare il respiro, un continuo salire, senza mai spianare. Però attorno a noi il panorama è sensazionale. I ciclisti con le loro bici da corsa ci superano e ci danno la carica per non mollare, con le nostre cariche! Sali, sali, e i pensieri scorrono, una domanda frulla in testa continuamente: “Ce la faremo con queste bici così cariche?”; pedala, pedala, e dopo un lungo tunnel di 6 chilometri siamo ai piedi degli ultimi 4 chilometri, quelli più duri, continui a guardare l’orologio per controllare quanto manca all’arrivo e quando finalmente vedi il cartello allora ti lasci andare e dici: “Ce l’abbiamo fatta incredibile”! Grande e immensa gioia, intorno a noi una cartolina, montagne, verde, cielo azzurro, insomma fantastico. Dopo un buon piatto di pasta, affrontiamo la lunga discesa fino ad Aosta e a fondo valle pensiamo di proseguire per altri 38 chilometri fino a Morgex, la fatica si fa un po' sentire, ma stringiamo i denti e raggiungiamo il campeggio, dove mettiamo la tenda, e ci facciamo portare due pizze e due birre per festeggiare la grandiosa giornata.


07/08/21
Morex-Pré Saint Didier
Usciamo dalla nostra tendina, il cielo è coperto e decidiamo di fermarci qui e riposarci per un giorno.
La giornata inizia con il bucato e durante la colazione valutiamo come meglio trascorrere le prossime ore… e quale idea migliore se non le vicine Terme? Per cui con le bici scariche raggiungiamo la terme di Pré Saint Dedier ai piedi del Monte Bianco. Trascorriamo tutto il pomeriggio in accappatoio e infradito, passando da saune, docce emozionali, vasche e idromassaggi, stanza del sale, stanza del fieno, stanza della lavanda, zone relax con la possibilità di sorseggiare tisane in tranquillità e anche qui abbiamo il sedere in ammollo e pioggia in faccia (non poteva mancare la nostra amata pioggia). Concludiamo con un aperitivo all’interno delle Terme e un’ottima cena in paese

08/07/21
Morgex-La Thuile-Passo Piccolo San Bernardo-Tignes-Val d’Isère: 87,66 km – 2.270 mt di dislivello
Smontiamo la tenda, impacchettiamo tutto e subito inizia la prima salita di 10 chilometri che dolcemente ci porta fino alla Thuile. Partiamo infreddoliti, ma dopo i primi tornanti il caldo si fa sentire per cui ci alleggeriamo per affrontare la seconda salita di 13 chilometri che ci conduce, sotto l’occhio vigile del Monte Bianco, fino al Passo Piccolo San Bernardino. Il tempo di assaggiare polenta, formaggio e birra, indossare l’anti-vento e veloci come la luce scendiamo in picchiata a valle. Le temperature si sono alzate, a bassa quota il caldo si fa sentire, inoltre decidiamo di seguire la rotta d Google Maps che ci porta a percorrere salite con pendenze improponibili, ma non ci scoraggiamo e dopo svariate deviazioni e salite impegnative, raggiungiamo Val d’Isère dove campeggiamo in tenda e recuperiamo le energia con un buon piatto di pasta cucinato con il nostro fornellino, nonostante le basse temperature.


09/08/21
Val d’Isère-Colle dell’Iseran-Bonneval-Colle della Madeleine-Val Cenis-Saint Miguel de Maurienne: 88,96 km- 1.056 mt di dislivello
Siamo ancora in Francia e stamattina a darci la sveglia è il gelo: tenda ghiacciata, bici bianche, ragion per cui dobbiamo ritardare la partenza. Per fortuna il sole ci aiuta a scongelare tutto e possiamo partire! Il panorama intorno a noi è semplicemente fantasmagorico, ti aiuta a non sentire la fatica dei 13 chilometri e 1.000 mt di dislivello. Come sempre veniamo incitati e incoraggiati dai ciclisti che ci superano increduli del peso che portiamo appresso dovuto ai bagagli. Con i nostri ritmi raggiungiamo la vetta e la montagna ci ripaga con uno spettacolo lunare di fronte ai nostri occhi. Una lunga discesa ci porta poi a perderci nelle vie del paesino di Bonneval: sembra di vivere in un film, con le sue panetterie piene di ogni tipo di baguette, le case in pietra con i fiori sbocciati, i suoi simpatici abitanti… insomma, qui pace e serenità regnano indisturbate. Passiamo per il Colle della Madeleine e poi ancora discesa fino a Saint Miguel de Maurienne, dove optiamo ancora per il campeggio in tenda.

10/08/21
Saint Miguel de Maurienne-Col du Télégraphe-Col du Galibier-Briançon: 78,62 km 2.119 mt di dislivello
Alle 7 stiamo già attaccando la prima salita della giornata: 13 chilometri abbastanza tranquilli che ci portano fino a Col du Télégraphe. Paesaggisticamente questa rotta non offre nulla, per cui non ci soffermiamo molto e dopo una discesa di 5 chilometri, inizia la lunghissima ascesa di 18 chilometri e 1.200 mt di dislivello. Solo qualche tornante poi un rettilineo pendente infinito, dove il verde si confonde con l’azzurro del cielo e insieme fanno da cornice a fiori gialli, viola e bianchi che chiamano a sé i raggi del sole. Con pendenze fino all’11%, giungiamo alla cima, ci godiamo il paesaggio, due birre, due baguette e scendiamo fino a Briançon dove montiamo la tenda in riva al torrente e campeggiamo “selvaggiamente”.

11/08/21
Briançon-Col d'Izoard-Col de Vars-La Condominie: 93,86 km – 2.265 mt di dislivello
Smontato il materiale, iniziamo la giornata con la prima salita, i primi chilometri ci fanno pensare che forse oggi ci va di lusso e le pendenze non ci ruberanno tutte le nostre forze, ma non è così. Arrivano gli ultimi soliti chilometri, quelli duri sì, ma che ti fanno apprezzare ancora di più il fatto di aver raggiunto la sommità, infatti arriviamo a Col d'Izoard felicissimi ed entusiasti. Il nostro sorriso viene spento dalla successiva salita: i primi chilometri sono tremendi, caldo afoso e pendenze fino al 9.6%, roba da prendere la bici, lanciarla e mollare tutto, ma non è così per noi; non ci lasciamo scoraggiare e finalmente, dopo ore, arriviamo a Col de Vars, dove sorseggiamo due fresche birre e riposiamo qualche minuto prima di scendere a La Condominie dove montiamo nuovamente la nostra tenda ma ceniamo al vicino rifugio.

14/08/21
Giornata dedicata al rientro

Dopo un bagno a mare a 5 km da Genova, dopo un piatto di trofie al pesto, dopo una morbidissima focaccia genovese, prendiamo il primo treno che da Genova ci porta a Milano Lambrate, ovviamente in ritardo. Perdiamo la coincidenza e attendiamo il treno successivo che da Milano ci riporta a Rovato, dove tutto ebbe inizio.

Info sul viaggio
Bici utilizzate Salsa Fargo 2018 e Salsa Journeyman 2020.
32 kg di bagagli e bici.
1.901 km percorsi.
29.357 mt di dislivello.
5 stati attraversati: Slovenia, Austria, Svizzera, Francia, Italia.
22 passi alpini: Passo Pedril, Passo Selle Nevea, Passo Pramollo, Passo de Gilbergsattel, Passo Giovo, Passo Rombo, Passo Resia, Passo Stelvio, Passo Foscagno, Forcola di Livigno, Passo Bernina, Julierpass, Passo Oberlap, Furkapass, Passo Gran San Bernardo, La Thuille, Passo Piccolo Bernardino, Colle d’Iseran, Colle de la Madelaine, Col du Telegraphe, Col de Galibier, Col d’Isoard, Col de Vars, Col de la Bonette.
Campeggi, hotel, ostelli per dormire.

Autore

John Doe

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