SALSA WARBIRD:
4^ generazione per la prima vera gravel bike

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SALSA WARBIRD:
4^ generazione per la prima vera gravel bike

Fonte: Raceware

Autore: Francesco Cerchio

Salsa Cycles, il marchio americano che ha sede nel Midwest, in Minnesota, patria delle interminabili strade sterrate, è da molti considerato responsabile di aver dato il via a questo nuovo genere di biciclette che ormai ogni ciclista ha imparato a conoscere. Infatti, fin dal 2009 gli ingegneri americani, stanchi di usare biciclette da ciclocross pesantemente modificate per le prime gare di Endurance Gravel, hanno iniziato a progettare la bicicletta ideale per pedalare su sterrato senza spaccarsi la schiena e cercando di arrivare tra i primi. Abbassando il movimento centrale per aumentare la stabilità, allungando al contempo il passo e alzando il tubo sterzo per avere una posizione più comoda, ottennero una bicicletta molto più stabile da guidare anche quando le energie si abbassavano per le lunghe ore in sella e capaci di sopportare ogni tipo di sterrato anche molto fangoso grazie a un passaggio gomma maggiorato.

Ricordiamo ancora lo stupore che provammo quando arrivarono i primi telai in alluminio della prima versione che, nonostante tutti i preconcetti su questo materiale, erano straordinariamente comodi e ricordavano più la sensazione del titanio in quanto a capacità di assorbimento delle vibrazioni. E proprio in titanio era la sorella gemella della prima versione abbinata alla forcella in carbonio Enve da CX, che Salsa considera la V2: titanio e geometria più simile alle bici da corsa di allora. Non una ‘macchina da turismo’ ma una vera e propria ‘performance bike’ disegnata per eccellere nell’uso ‘spinto’ sulle sterrate.

Questa attitudine per le prestazioni è diventata il comune denominatore di tutte le successive versioni Salsa: avendo più modelli ‘gravel’ in gamma, – come per esempio Salsa Vaya, più orientato al turismo o la mitica Salsa Fargo, votata all’avventura – hanno potuto dedicare il progetto Warbird alla pura prestazione.

Il modello in alluminio anni fa è quindi diventato un telaio che ha ispirato tutti quei produttori arrivati dopo e che hanno preso la Warbird come termine di paragone: ricordiamoci che stiamo parlando di tredici anni fa, quando molti ciclisti non conoscevano neppure l’esistenza del segmento ‘Gravel’. Warbird poi si è evoluto con la V3, versione in carbonio che ha stupito tutti per il confort e le prestazioni sui lunghi e deteriorati rettilinei della Dirty Kanza, evento gravel ormai mitico.

Quindi dopo tredici anni la versione attuale è ormai la V4, affinata nel tempo e trasformatasi in una Gravel da gara con telaio in composito molto leggero e forcella dedicata, che utilizza un design dei foderi alti posteriori a balestra, per assorbire le vibrazioni e annullare l’effetto della ghiaia, rendendo particolarmente efficace la pedalata in fuoristrada. Questo sistema denominato Class 5 Vibration Reduction System è lo stesso della sorella Cutthroat, più votata all’avventura e più strettamente imparentata con una MTB pur adottando un manubrio drop, con una piega manubrio simile a quella delle bici da corsa ma più larga e con quote differenti.

Caratteristiche uniche

Anche in confronto alle più attuali proposte della concorrenza, la Warbird di ultima generazione mantiene delle caratteristiche peculiari che la differenziano e la rendono una delle più apprezzate gravel bike da gara e bikepacking veloce. Perfetta per eventi come il Tuscany Trail o Veneto Gravel, può ospitare gomme da 700c x 45 oppure 650b x 2.0 per il massimo del grip e dell’assorbimento delle asperità in fuoristrada.

Anche le quote geometriche della Salsa Warbird V4 sono uniche: infatti Salsa utilizza un design del fodero orizzontale per offrire un ampio spazio libero e mantenere comunque una lunghezza ragionevole del carro (430 mm). Tuttavia, con un’estremità anteriore più rilassata, la bici si trova sull’estremità più lunga delle bici gravel, con un passo di 1.038 mm per la bici in taglia 56 cm.

La Salsa Warbird è progettata per le gare di Gravel Endurance, per pedalare con efficienza e, soprattutto, comodità. Lunga, bassa e aperta, questa è la ricetta di Salsa per l’endurance. Con un angolo di sterzo rilassato di 70.75°, un tubo orizzontale lungo e un passo ancora più lungo, è nettamente diversa dalla “gravel racer” che di solito si presentano più simili alla geometria del ciclocross. Ciò che si nota maggiormente della Warbird è lo sterzo rilassato. Il suo angolo da circa 71 gradi la mette nella categoria della sorella Cutthroat, rispetto alle bici gravel di Specialized, Trek, 3T e Open. Cosa comporta questo sterzo aperto? Tra i lati positivi, significa che la bici mantiene la sua linea in fuoristrada con una stabilità invidiabile, permettendo di rilassare la parte superiore del corpo su lunghi tratti rettilinei di strada sterrata accidentata. D’altra parte, questa geometria è meno rapida nei cambi di linea o anche nelle curve molto strette soprattutto nei sentieri, che richiedono uno sterzo un po ‘più deciso rispetto ad altre bici molto reattive, ma lo ripetiamo: Warbird è costruito ed è imbattibile nei lunghi sterrati ghiaiosi o sterrati dove vi porta in fondo alla giornata con meno dolori muscolari e articolari per rendervi di nuovo pronti alle sfide della giornata successiva riducendo fatica e dolori.

Con 3 supporti per portaborraccia all’interno del triangolo principale (taglia 56 e superiori), un quarto sotto il tubo obliquo e altri 2 sulla forcella, l’autonomia dai rifornimenti idrici è garantita anche nelle giornate più calde. Riuscire a essere totalmente autosufficienti può essere vincente in gara per ridurre le soste e mantenere il ritmo. Il telaio in carbonio presenta anche l’ormai onnipresente attacco per Gas Tank sul tubo orizzontale dietro lo sterzo. C’è un passaggio cavi interno completamente guidato e con predisposizione per un reggisella telescopico. La versatilità continua con i supporti del parafango e del portapacchi posteriore. E come si addice a una bici progettata per pedalare A Long Way, la forcella Salsa Waxwing ha un passaggio interno per un cavo del mozzo dinamo.

Il telaio della Warbird pesa 964 g (telaio taglia 57.5 cm verniciato, compreso perno passante posteriore ), la forcella invece 520 g con tubo sterzo intero; ed è quindi abbastanza facile stare intorno a 8.5 kg per la bicicletta completa.

Per chi ha provato molte Gravel, la Salsa Warbird è la bici che definisce cosa significa la guida su sterrato. Percorrere lunghe distanze su superfici diverse, in modo rapido e confortevole, è l’apice della vera bici da gravel e può esserlo non dovendo per forza scendere a compromessi come fanno quei produttori che invece di una intera famiglia di modelli drop bar da sterrato ne hanno uno solo.

Non è la bici perfetta per tutti. Coloro che cercano un mezzo più giocoso per girare nei sentieri e nei boschi la troveranno un po’ troppo stabile. I ciclisti da strada che desiderano una bicicletta per portarli fuori dall’asfalto pur mantenendo il passo del gruppo durante il giro della domenica dovranno cambiare le gomme con degli slick da 32, misura minima consigliata. La Warbird è ancorata alle sue radici e rimane la vera Gravel Racer all’americana che la concorrenza ancora fa fatica a imitare.

Warbird, una ‘Speed Cutthroat’?

In chiusura, possiamo fare un confronto in famiglia con un altro modello Salsa, la Cutthroat. Queste 2 bici sono completamente diverse e sono state create con intenti diversi.

La Cutthroat è essenzialmente una MTB 29er con manubrio Drop Bar, mentre la Warbird si posiziona maggiormente verso la parte stradale dello spettro di utilizzo ed è una bici da lunghe gare gravel. Anche così, la Warbird si è avvicinata al centro e le due si sovrappongono parzialmente. Entrambe hanno relativamente lo stesso angolo di sterzo, angolo del tubo verticale e drop del movimento centrale. La Cutthroat ha un passo più lungo di circa 14 mm e un’altezza dello stack maggiore di 40 mm, principalmente dovuto alla forcella. Naturalmente, gli pneumatici fanno la differenza più grande. La Cutthroat è stata progettata per gare lunghe e difficili stile Great Divide con pneumatici MTB da 29 x 2,25” e oltre, mentre la Warbird è fatta per la velocità su distanze medio-lunghe, con pneumatici in gomma da 700c x 45 mm o 650b x 47-50 mm.

Una caratteristica di guida particolare che condividono le due bici e ciò che le rende speciali è il sistema di riduzione delle vibrazioni, che è la definizione per il modo in cui sono stati progettati i foderi alti del carro, che consente a questi di assorbire le vibrazioni e gli urti verticalmente e fornire un maggiore comfort durante le lunghe giornate in sella oltre a un fantastico passaggio ruota capace di scaricare fango e foglie come nessun’altra bici può fare. Entrambi i modelli hanno anche una geometria studiata per massimizzare il comfort sulle lunghe distanze.

Sono entrambe biciclette eccellenti: la Cutthroat è più grande, più lunga, più stabile in discesa (sebbene la Warbird se la cavi sorprendentemente bene anche in discesa) e più adatta a settimane di lunghe giornate di guida. È più una mountain bike, che sui percorsi impegnativi si sente a casa. Detto questo, con le modifiche apportate alla versione quattro, la Warbird è una bici altamente performante che si adatta perfettamente al tipo di utilizzo di chi desidera una bici maledettamente veloce sul lungo con ghiaia e sterrato, soprattutto quando si macinano centinaia di chilometri in successione. Considerando che Salsa ha aumentato le caratteristiche di utilità, stabilità e comfort, si colloca bene tra la nuovissima Warroad e la inarrestabile Cutthroat. Ma questa è un’altra storia che collegherà un telaio mitico e innovativo come è stato il Colossal che poi è evoluto nel sorprendente Warroad: una interpretazione che apre a Salsa il segmento delle bici ibride a cavallo tra strada e gravel.

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